Otoplastica

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Ottobre 2017

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Otoplastica

L’Otoplastica è un intervento chirurgico che serve a correggere varie malformazioni del padiglione auricolare di cui la più comune è l’assenza dell’antelice che determina la presenza delle così dette a sventola oppure orecchie ad ansa riportandole ad una forma e posizione più normale ed armoniosa. Ogni deformità viene trattata in maniera differente. Bisogna sempre ricordare al paziente che i padiglioni auricolari non sono mai perfettamente uguali e che l’intervento non ha alcuna influenza sull’udito. L’Attività fisica dovrà subire limitazioni per dieci giorni soprattutto al fine di evitare traumi sulle aree trattate. La guida potrà essere ripresa dopo 3 giorni.

PRIMA DELL'INTERVENTO

L’anestesia praticata in genere è l’anestesia locale con una minima sedazione e solo in età infantile si procede ad anestesia generale,infatti questo tipo di intervento viene effettuato in età scolare a causa dei possibili traumì psicologici causati dal confronto con gli altri studenti.

Il tipo di anestesia scelto dipenderà sia dal desiderio del paziente che dal giudizio del medico. L’anestesia locale viene in genere utilizzata per pazienti adulti o adolescenti e consiste in una infiltrazione con anestetico locale tutto attorno al padiglione auricolare al fine di eliminare la sensibilità dolorosa.

L'INTERVENTO

L’intervento inizia con una incisione sulla parte posteriore dell’orecchio con la rimozione di una piccola striscia di cute. A questo punto si agisce sulla cartilagine che viene rimodellata in modo da ottenere una migliore configurazione e la sistemazione in posizione normale alla fine dell’intervento. Il rimodellamento della parte superiore consiste nella ricostruzione dell’antelice, cioè di quella piega la cui mancanza o la sua scarsa accentuazione provoca in genere la parte più importante della deformità. Per mantenere questa piega è necessario indebolire la parte anteriore della cartilagine con un apposito strumento e fissarla con dei punti non riassorbibili o a lungo assorbimento.

Nella maggior parte dei casi viene associata, per trattare la parte centrale del padiglione auricolare, l’asportazione di una piccola losanga di cartilagine della conca, immediatamente dietro il condotto uditivo, e viene fissata con uno o più punti alla mastoide (l’osso posto dietro l’orecchio). Si sutura quindi la cute e viene applicata una medicazione a turbante intorno alla testa.

POST - INTERVENTO

La fascia potrà essere rimossa per brevissimi periodi per permettere l’igiene personale ma le ferite non dovranno essere mai bagnate. Dopo 10 giorni verranno rimossi i punti di sutura.

A volte il paziente può avvertire una sensazione di fastidio o un leggero dolore nel periodo post-operatorio che vengono comunque controllati con normali analgesici. La medicazione sarà rimossa il giorno successivo e sostituita con una fascia paraorecchie da tennis o da sci che dovrà essere tenuta per 10 giorni. Quando la medicazione verrà rimossa, le orecchie appariranno gonfie e bluastre. Tale situazione è normale e migliorerà nelle successive 4 settimane circa.

Un modesto gonfiore potrà essere notato per alcune settimane ancora. Le cicatrici sono nascoste e destinate a diventare pressoché invisibili. E’ consigliabile utilizzare la fascia per proteggere le orecchie durante il sonno e durante le attività sportive ancora per 4 settimane.

Sulla parte posteriore dell’orecchio, a livello della sutura, per motivi non dipendenti dall’intervento ma legati alla naturale tendenza di alcuni pazienti le cicatrici possono diventare ipertrofiche. La loro formazione potrebbe rendere necessaria la rimozione chirurgica o un trattamento con iniezioni di cortisone. La recidiva , che si presenta frequentemente con tecniche basate solo sulla rimozione della cute ed il fissaggio con punti di sutura, con la tecnica descritta è pressoché impossibile. Qualche volta è necessario rimuovere qualcuno dei punti interni divenuto più superficiale. Ciò non comporterà alcuna conseguenza sull’aspetto estetico.

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