Mastoplastica riduttiva

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Giugno 2017

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Mastoplastica riduttiva

La riduzione del seno, o mastoplastica riduttiva, è una procedura chirurgica adottata per ridurre, rimodellare e dare nuova forma e proiezione ad un seno troppo grande e rilassato.
La condizione chiamata ipertrofia mammaria (o iperplasia mammaria) è un grosso problema non solo a carico della stabilità emotiva di chi è costretta a conviverci, ma anche ai danni della salute, per il peso e l’ingombro delle mammelle.

Lo sviluppo abnorme del tessuto mammario si verifica in genere con lo sviluppo puberale. In alcuni casi questa condizione insorge con la gravidanza e non regredisce, stabilizzandosi. Purtroppo, per ridurre il volume del seno non esiste una terapia medica e farmacologica, e i disagi possono essere leniti solamente con l’uso di particolari reggiseno contenitivi e compressivi, che sostengono le mammelle con decisione.

I benefici della riduzione mammaria

La mastoplastica riduttiva è praticata per ripristinare chirurgicamente le proporzioni ideali tra il complesso mammario e il corpo, e per alleviare i disagi fisici che comporta l’avere un seno troppo sviluppato (impaccio nelle attività, difficoltà nel trovare abiti adeguati, problemi posturali). La procedura può inoltre rendere simmetriche le mammelle troppo differenti nella forma e nella dimensione. Il chirurgo plastico estetico, con la mastoplastica riduttiva, è in grado di cambiare il profilo e la consistenza del seno per ricreare forme piacevoli. Con la riduzione del seno, inoltre, anche i capezzoli vengono rimodellati, in particolare l’areola, che spesso in questi casi risulta deformata e dilatata dal peso dei tessuti, ritrova dimensioni e forma adeguate.

 

La prima visita con il chirurgo

Nel primo consulto con il chirurgo plastico estetico, vengono prese le misure del seno e scattate alcune foto per documentare la situazione preoperatoria e confrontarla poi con la situazione postoperatoria. Per assicurarsi che la paziente non si trovi in una situazione patologica, il chirurgo può anche consigliare ecografia e mammografia, in modo da individuare eventuali anomalie al tessuto mammario.v Fino a qualche tempo fa la mastoplastica riduttiva veniva realizzata esclusivamente in anestesia generale, ma oggi alcuni specialisti preferiscono optare normalmente per piccole riduzioni per una particolare combinazione anestesiologica chiamata neuroleptoanalgesia, che è un’anestesia locale accompagnata da sedazione profonda. Con questa tecnica, la paziente si trova in uno stato simile ad un sonno profondo e non avverte alcun dolore pur evitando l’anestesia generale e, con essa, i disagi che si manifestano più di frequente.
Con la mastoplastica riduttiva vengono asportate porzioni del seno in misura calibrata per ciascuno dei componenti del tessuto mammario, pelle, ghiandola e grasso, secondo necessità.
Prima di procedere con la somministrazione dell’anestetico, il chirurgo plastico chiede alla paziente di stare in piedi e, in questa posizione, segna sul suo seno le tracce delle incisioni. In tal modo potrà avere un piano operatorio chiaro anche con la paziente distesa e con la parte gonfia per via dei farmaci infiltrati con l’anestesia. I segni operatori hanno in genere una forma che ricorda quella di un’ancora: uno circolare, nel luogo dove andrà posizionata l’areola, e poi altri al di sotto che evidenziano la porzione di tessuto da eliminare.
Le incisioni correranno poi esattamente sopra i segni tracciati dal chirurgo in fase preoperatoria. Quindi, tramite apposite suture, si evidenzia ulteriormente la parte di cute da eliminare, che viene poi recisa insieme alla porzione di ghiandola e adipe sottostante. Il capezzolo viene rimodellato e ricollocato in posizione adeguata, secondo quanto stabilito precedentemente.
La riduzione della massa mammaria comporta la riduzione del peso del seno e la bonificazione dei tessuti. Al termine della procedura chirurgica, quindi, ci saranno i punti di sutura attorno al capezzolo (in genere punti metallici, più semplici da eliminare), verticalmente dall’areola al solco sottomammario e orizzontalmente, lungo il solco. Le cicatrici che si andranno a formare avranno quindi la forma di una T rovesciata al di sotto dell’areola.

Dopo la mastoplastica riduttiva

Le incisioni e i movimenti dei tessuti possono causare alcuni disagi alla zona operata, come dolenzia, gonfiore ed edema. Il dolore può essere facilmente controllato con semplici antidolorifici prescritti dal chirurgo al momento della dimissione. I bendaggi in genere vengono rimossi uno o due giorni dopo l’intervento, e poi vanno sostituiti da un apposito reggiseno contenitivo. La paziente dovrà stare a riposo per un paio di settimane, e solo dopo si possono riprendere le attività in maniera graduale, evitando però gli sforzi più pesanti per le braccia (sollevare pesi, fare lavori manuali e faticosi). Anche l’accudire bambini piccoli è sconsigliato nel periodo immediatamente successivo alla mastoplastica riduttiva. Nel corso delle due settimane seguenti vengono rimossi i punti di sutura.

Rischi e complicanze della mastoplastica riduttiva

Come per gli altri interventi di chirurgia, sussiste il rischio di complicanze per infezioni, emorragie, cicatrizzazioni patologiche,necrosi di tessuto o legate a possibili reazioni avverse all’anestesia. Con le adeguate precauzioni da parte della equipe chirurgica le complicanze sono di norma assai ridotte o prevenute.

La riduzione del seno con liposuzione

Nel caso in cui la grande abbondanza delle mammelle sia dovuta soprattutto alla componente adiposa, è possibile realizzare una semplice liposuzione della zona. Il chirurgo deve valutare con attenzione questa possibilità, in quanto i tessuto della paziente dovranno essere molto elastici per non creare un rilassamento antiestetico una volta ridotto il volume del seno.

 

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