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Domande frequenti: Mastoplastica addittiva


CHE COS'È LA MASTOPLASTICA ADDITIVA?
La mastoplastica additiva, più comunemente nota come chirurgia di aumento del volume del seno, è uno degli interventi maggiormente richiesti in chirurgia estetica.
La mastoplastica additiva consente di modificare la forma e le dimensioni di un seno troppo piccolo o di correggere un'asimmetria mammaria migliorando l'armonia del corpo e il proprio senso di autostima.

PER CHI È INDICATO QUESTO TIPO DI INTERVENTO?
L'intervento di mastoplastica additiva è indicato per le donne che desiderano:
1. Rendere più proporzionato e voluminoso il proprio seno rispetto al corpo.
2. Ridare forma e volume ad un seno che si è sciupato con la gravidanza e l'allattamento.
3. Correggere un'asimmetria mammaria, cioè migliorare una differenza di volume tra le due mammelle.

ESISTONO LIMITI DI ETÀ PER SOTTOPORSI ALLA MASTOPLASTICA ADDITIVA?
Non esistono limiti di età per sottoporsi a questo tipo di intervento, ma è preferibile attendere il completo sviluppo del seno che avviene generalmente intorno alla maggiore età.

QUALI ALTRI INTERVENTI POSSONO ESSERE ESEGUITI INSIEME ALLA MASTOPLASTICA ADDITIVA?
La mastoplastica additiva può essere eseguita da sola o in associazione ad altre tecniche chirurgiche quali la mastopessi, l'addominoplastica, la liposuzione o altri interventi di chirurgia estetica.

QUALI SONO I RISCHI E LE COMPLICANZE DI QUESTO TIPO DI INTERVENTO?
La chirurgia di aumento del seno è una procedura chirurgica abbastanza semplice che dà in genere ottimi risultati, di grande soddisfazione sia per la paziente che per il chirurgo che la esegue.
Molte migliaia di mastoplastiche additive vengono eseguite ogni anno con successo in tutto il mondo. Occorre però non sottovalutare la natura e i rischi di un intervento chirurgico e non cedere alla tentazione di rivolgersi a medici non specialisti che offrono prestazioni a prezzi relativamente modici in strutture non autorizzate (centri estetici, ambulatori, ecc.), perché si tratta comunque di un intervento chirurgico serio, dove le complicanze sono rare ma possono accadere ed essere agevolmente superate solo se l'intervento è eseguito da uno specialista in chirurgia plastica all'interno di strutture debitamente autorizzate.
Una possibile complicanza della mastoplastica additiva è la cosiddetta contrattura capsulare (o "intolleranza alla protesi") che deriva dalla reazione dell'organismo all'introduzione di un corpo estraneo. La contrattura capsulare consiste nella formazione di una cicatrice (o "capsula") tutto intorno alla protesi che può, col tempo, provocare dolore e compromettere il risultato estetico dell'intervento. Raramente si possono verificare infezione, ipersensibilità o iposensibilità dell'areola o del capezzolo, dislocazione della protesi o formazione di pliche cutanee intorno all'impianto.
Per ridurre i rischi di complicanze è comunque fondamentale seguire esattamente i consigli e le istruzioni che vi darà il chirurgo prima e dopo l'intervento.
le fumatrici dovrebbero diminuire l'uso di sigarette perché il fumo può aumentare il rischio di complicanze e ritardi di guarigione.

COME SI SVOLGE LA VISITA PRE-OPERATORIA?
La mastoplastica additiva è un intervento molto personalizzato che, come tale, necessita di un'accurata visita specialistica Durante la prima visita il chirurgo dovrà valutare la forma e le dimensioni del seno, dell'areola e del capezzolo e illustrarvi le possibili modificazioni di forma e di volume che la più moderna tecnica chirurgica mette a disposizione per il vostro caso.
Il chirurgo dovrà inoltre valutare il vostro stato di salute per escludere la presenza di alterazioni (quali pressione alta, problemi di coagulazione o di cicatrizzazione) che potrebbero influire sul risultato finale dell'intervento.
Prima dell'intervento riceverete istruzioni precise sull'alimentazione pre e post-operatoria, sull'assunzione di farmaci, alcool e sigarette.
Al termine della visita il chirurgo, d'accordo con voi, sceglierà la tipologia di protesi da utilizzare, la via di accesso più indicata (periareolare, dal solco sottomammario o dalla via ascellare) e il posizionamento corretto dell'impianto (sottoghiandolare, dual plane o sottomuscolare).
Le protesi utilizzate nella chirurgia di aumento del seno sono costituite da un involucro esterno di silicone e da un contenuto interno che può essere di gel di silicone o di soluzione fisiologica. Altre sostanze utilizzate in passato, come olio di soia o altro, sono state progressivamente abbandonate.
A seconda della forma del seno che il chirurgo plastico vuole ottenere si può scegliere una protesi rotonda oppure una protesi con profilo anatomico o a goccia.
Esternamente, le protesi mammarie possono essere a superficie liscia oppure a superficie rugosa (testurizzate).
Le protesi a superficie liscia hanno un rivestimento leggermente più morbido ed è meno probabile che vengano percepite al tatto, anche se posizionate sotto la ghiandola mammaria.
Le protesi testurizzate sono invece un po' più rigide ma oggi più utilizzate delle lisce perché danno minore "intolleranza" (cosiddetta contrattura capsulare) una volta inserite nella regione mammaria.
L'impianto di protesi mammarie non provoca né aumenta l'incidenza di tumore al seno, di malattie autoimmuni o di malattie del tessuto connettivo. Anzi, è stata recentemente dimostrata una minore incidenza di tumore mammario in donne portatrici di protesi mammarie.
La maggior parte delle case produttrici garantiscono le protesi mammarie per circa dieci anni, dopodichè consigliano la loro sostituzione per evitare eventuali deformazioni o sgonfiamenti delle protesi dovuti all'uso prolungato delle stesse.
La sostituzione delle protesi può essere una questione di scelta personale (nel caso si voglia cambiare il tipo o la dimensione della protesi) o una necessità dovuta all'insorgere di complicanze (es. contrattura capsulare) e può avvenire a distanza di pochi anni o dopo 10-20 anni dall'intervento chirurgico.

DOVE VENGONO FATTE LE INCISIONI?
Le vie di accesso maggiormente utilizzate nella chirurgia di aumento del seno sono dall'areola, dal solco sottomammario oppure dalla regione ascellare. Le incisioni sono poco visibili in quanto rimangono nascoste, rispettivamente, lungo il contorno dell'areola o nelle pieghe cutanee dell'ascella o della mammella.
Le protesi mammarie possono essere posizionate al di sotto del muscolo grande pettorale oppure al di sotto della ghiandola mammaria.
Il posizionamento della protesi al di sotto del muscolo grande pettorale generalmente permette di ottenere un risultato estetico migliore, più naturale e più duraturo riducendo inoltre il rischio di contrattura capsulare che si potrebbe verificare in conseguenza dell'impianto di una protesi mammaria.

CHE TIPO DI ANESTESIA VIENE PRATICATA?
La mastoplastica additiva può essere eseguita in anestesia locale con sedazione (ciò significa che sarete sveglie ma rilassate e insensibili al dolore), in regime di day-hospital, oppure in anestesia generale con una o due notti di ricovero in clinica.

QUANTO DURA L'INTERVENTO?
L'intervento di mastoplastica additiva dura 1-2 ore e termina con una medicazione costituita da un reggiseno che verrà sostituito dopo qualche giorno.

QUAL È IL DECORSO POST-OPERATORIO?
Nelle 48 ore successive all'intervento di mastoplastica additiva dovrete rimanere a riposo.
A partire dal terzo giorno potrete riprendere a svolgere una vita normale evitando però attività faticose, saune, bagni turchi e l'esposizione al sole. Nei primi due giorni potranno verificarsi gonfiore, ecchimosi e indolenzimento nella regione mammaria.
Dopo 4-5 giorni potrete riprendere la vostra attività lavorativa se non eccessivamente faticosa.
A tre settimane dall'intervento chirurgico riprenderete progressivamente a svolgere tutte le normali attività compresa quella sportiva.

CHE TIPO DI RISULTATO SI PUÒ OTTENERE?
La mastoplastica additiva dà generalmente dei risultati molto buoni e di grande soddisfazione per la paziente e per il chirurgo che la esegue. Il risultato conseguito è duraturo ma non può dirsi del tutto permanente perché soggetto ai normali processi di invecchiamento del corpo e agli effetti della gravità.


Verità e pregiudizi sul più comune intervento femminile

Le protesi che contengono gel di silicone sono pericolose per la salute?
Assolutamente falso! Gran parte dei pregiudizi in meriti ai rischi delle protesi, riguardano leggende metropolitane ed episodi isolati, relativi a gli impianti di generazione precedente. Gli impianti mammari utilizzati da chirurghi plastici itliani sono tra i migliori al mondo, utilizzati da almeno 3 milioni di donne, senza complicazioni. Le protesi hanno una durata di tempo illimitata. Anzi, sono coperte da una garanzia a vita da parte della casa madre. L’intervento di ingrandimento del seno è uno degli interventi più rapidi e sicuri, con il maggior numero di successi; l’intervento, peraltro, non altera assolutamente le funzioni della ghiandola mammaria, non compromette quindi l’allattamento, in caso di gravidanza.

L’aumento del seno è un intervento doloroso?

Grazie alle nuove tecniche di anestesia locale con sedazione, e proprio per l’utilizzo di anestetici locali nella zona trattata, il dolore post-operatorio è generalmente modesto e molto ben tollerato: la maggior parte delle clienti riferisce di una situazione di tensione a livello della regione pettorale, che scompare spontaneamente dopo qualche giorno.

Si può allattare anche dopo l’aumento del seno?

Certamente, la protesi viene inserita sotto la ghiandola mammaria, proprio per non interferire con il suo sviluppo, durante la gravidanza. Si può quindi continuare ad allattare normalmente e, qualora si riscontrassero problemi nell’allattamento, le cause non saranno da ricercare nell’intervento di Mastoplastica Additiva, ma saranno di origine diversa (es. ormonale).
L’intervento di Mastoplastica Additiva garantisce al seno un mantenimento del volume nel tempo?
Vero, diversamente dal seno naturale, le protesi mammarie non subiscono variazioni in seguito a gravidanze e dimagrimento, quindi, il maggior volume ottenuto grazie all’intervento rimane invariato nel tempo.

Un seno rifatto si riconosce al tatto?

Oggi, con gli impianti protesici di ultima generazione, in particolare al gel di silicone testurizzato, si assicura notevole naturalezza anche al tatto. I risultati sono autentici e, se proporzionati, naturali. Una recente indagine conferma che, anche per l’uomo, il seno rifatto è più bello, infatti solo il 26% degli intervistati dichiara di bocciarlo.

E' sempre necessario operare entrambe le mammelle?
Le due mammelle sono indipendenti e possono essere operate singolarmente, o in maniera diversa tra di loro, quando è necessario correggere asimmetria, differenza di forma e volume.
La gravidanza danneggia il seno con le protesi?
Se il volume del seno è in gran parte dovuto alla protesi, il rischio di caduta è decisamente minore ed il volume rimane invariato. Le protesi mammarie aumentano il rischio di cancro?
Nonostante ci sia stato molto clamore a proposito dell’argomento, studi effettuati in diversi Paesi hanno mostrato con chiarezza che le protesi mammarie di ultima generazione non aumentano il rischio di tumore alla mammella. Peraltro, come effetto secondario, si registra che, nel caso di tumore mammario, le clienti portatrici di protesi lo notano generalmente in una fase iniziale e più curabile, e questo perché sottoposte ad attenzioni e controlli più frequenti rispetto alle altre donne.

Le protesi vanno sostituite dopo qualche anno?
Assolutamente falso! La durata dell’impianto mammario è da considerarsi permanente. Il seno mantiene intatta la sua naturale anatomia e come tale potrebbe cambiare nel tempo, facendo si che spesso tu stessa, circa 10-15 anni dopo l’intervento, richieda un rimodellamento del seno stesso con eventuale cambio di protesi. Esistono tuttavia molte clienti soddisfatte del loro risultato anche dopo 30 anni dal primo intervento. Gran parte dei pregiudizi in merito ai rischi delle protesi, riguardano leggende metropolitane ed episodi isolati, relativi a gli impianti di generazione precedente. Le protesi hanno una durata di tempo illimitata. I rari casi di sostituzione, oltre a riferirsi in generale a protesi in silicone, e non al gel di silicone, come quelle da noi comunemente utilizzate, potrebbero essere stati determinati dalla capsula fibrosa che creava fastidi, o perché si rivelava antiestetica.

Le protesi al silicone possono esplodere?
Il gel di silicone non può in alcun modo risentire di alcun tipo di variazioni di pressione. Le protesi sono testate in condizioni estreme. L’episodio al quale si fa riferimento raccontava di protesi scoppiate in aereo; sebbene leggenda metropolitana, in realtà, si trattò semplicemente, di uno sgonfiamento di protesi contenente aria: un incidente causato dalla perdita di tenuta della valvola di chiusura. I chirurghi plastici in Italia raramente utilizzano questo tipo di impianti a valvole, ma solo i sicuri impianti mammari al gel coesivo di silicone testurizzato, dove l’involucro con strato barriera contiene gel di silicone ed alto grado di polimerizzazione (grazie alle sue particolari caratteristiche, questo gel di silicone si avvicina alla naturalezza al tatto ed al movimento della mammella).
 

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