Hai un tatuaggio di cui ti sei pentito? Ecco come rimuoverlo!

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Settembre 2018

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Hai un tatuaggio di cui ti sei pentito? Ecco come rimuoverlo!

La tecnica di tatuare parte del corpo più o meno grande si perde nella notte dei tempi e costituisce testimonianza di un’epoca passata tenendoci legati ad esperienze oramai trascorse.

Le tecniche per la rimozione di tatuaggi risalgono in tempi molto antichi risalenti addirittura all’antico Egitto come si evince da scoperte archeologiche con il ritrovamento di mummie in ottimo stato di conservazione.

Da allora le tecniche che si sono susseguite variano dalla dermoabrasione chirurgica, all’escissione in mono blocco o seriata, alla criochirurgia arrivando all’utilizzazione dei laser ablativi ( CO2 o erbium) fino ai laser Q-switched di ultima generazione specifici per la rimozione di ipercromie e tatuaggi che utilizzando impulsi ultraveloci ad alte energie riescono a rimuovere gli inestetismi in maniera molto soddisfacente.

Per la rimozione di inclusi di colore diverso si utilizzano varie lunghezze d’onda che vanno dal 1064 per i tatuaggi di colore più scuro come il nero, il blu ed il marrone fino al 532 per il rosso, rimanendo in linea di massima la costante che i colori più scuri vengono eliminati in maniera più soddisfacente rispetto ai colori chiari. Non ci sono grandi differenze rispetto a quanto tempo prima il tatuaggio è stato effettuato (età del tatuaggio) rimanendo il dogma dell’intensità del colore che è direttamente proporzionale al grado di rimozione.

Il laser Q-switched, con un procedimento particolarmente doloroso potendo essere effettuato anche in assenza di anestesia locale scelta da effettuare in base all’estensione ed alla regione corporea in cui è stato praticato, determina in primo luogo l’espulsione del pigmento all’atto dell’applicazione seguito da un’azione dei macrofagi che nei giorni successivi metabolizzano ed assimilano il colore. Per tale motivo oltre al numero delle applicazioni necessarie , che vanno in media dalle 4 alle 8 in base al tipo di pigmento ed alla profondità della collocazione, per poter raggiungere l’obiettivo della rimozione del tatuaggio è necessario che il tempo che intercorre tra due trattamenti sia di un mese o più lungo.

Prima del trattamento è importante non esporsi eccessivamente ai raggi solari o a luce abbronzanti perché la cute di colore scura potrebbe interferire con la rimozione dei pigmenti poiché la luce laser riconoscerebbe anche le macchie scure dei melanociti come pigmenti da asportare e quindi è bene programmare il percorso in maniera tale che si possa interromper e ancora meglio concludere il ciclo di trattamento prima del periodo estivo.

Tecnicamente l’applicazione viene effettuata dopo aver preso le precauzioni necessarie, l’operatore e il paziente indossano occhiali protettivi, e immediatamente si osserva uno sbiancamento della zona da trattare ed un piccolo sanguinamento puntiforme.La cute dopo il trattamento appare modicamente arrossata ed edematosa, in base all’estensione si possono applicare garze grasse o creme antibiotiche non cortisoniche, per 5-7 giorni con una risoluzione nell’arco di pochi giorni.

I costi del trattamento sono variabili in base a all’estensione dell’area da trattare, al tipo di laser utilizzato, dalla complessità cromatica ed hanno un oscillazione che può andare dai 100€ ai 1000€ ad applicazione.

 

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